Il tendine d’Achille: una rottura senza preavviso

La rottura del tendine d’Achille si verifica, nella maggioranza dei casi, durante un’attività sportiva e, più probabilmente, proprio durante la competizione ufficiale, quando il tendine è sottoposto ad un forte stress. Tra gli sportivi più esposti al rischio ci sono calciatori, tennisti e giocatori di basket, ma anche ginnasti, corridori e ballerini.

Il vero problema è che raramente il tendine ci da un preavviso della sua rottura. L’85% degli infortuni (secondo uno studio pubblicato nel 2016 da Parekhet) sono infatti la conseguenza di una tendinosi, ovvero di zone “morte” di tessuto all’interno del tendine che non causano dolore. È difficile quindi fare prevenzione e quasi sempre gli sfortunati atleti si rendono conto di avere il tendine debole quando è troppo tardi e si ritrovano a dover affrontare una lunga e impegnativa riabilitazione che va dai sette agli undici mesi.

Ecco perché è importante, se per qualsiasi motivo si ha il sospetto di avere il tendine debole, non ignorarlo. Svolgere un programma riabilitativo e posturale preventivo, ma anche indossare plantari o scarpe sportive adeguate ed evitare alcune delle attività che comportano un carico eccessivo sulla parte inferiore della gamba sono tutte accortezze che possono ridurre il rischio di rottura.


 
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